Scorrendo gli archivi idrologici della regione puglia possiamo subito riscontrare due caratteristiche evidenti emerse periodo 1935-1996. Innanzitutto un'aumento medio delle temperature quantificabile in 1,5° dal 1960, aumento sovrapponibile a quello di altre regioni italiane ed europee associabile alle alterne vicende del global warming.
Le temperature medie annue più elevate si riscontrano sul versante ionico salentino mentre le più basse sul sub-appennino Dauno e Gargano dove la media annua si aggira sugli 11°. Andando a scorrere le annate si individuano mesi invernali molto freddi e nevosi (1935 - 1940 - 1947 - 1956 - 1963 - 1968 - 1979 - 1985 - 1987 - 1993) e stagioni estive caldissime (1946 - 1956 - 1957 - 1982 - 1988).
Amarcord
1935
Il mese di Gennaio fu gelido. Sulle murge baresi si ebbero alcune giornate di ghiaccio, il 20 Gennaio la temperatura massima si fermò a -2.0° ad Altamura e -1.1° a Gioia del Colle; a Bari la massima fu di 2.6°, mentre nel foggiano il freddo era ancora più pungente: -3.1° la massima a San Severo, -10° la minima a Cerignola e -11.2° sulla Foresta Umbra. Il mese chiuse circa 3 gradi sottomedia con abbondanti nevicate fino in pianura.
1940
Gennaio freddo ma senza picchi eccezionali -2,5° dalla media.
1945
L’inverno fu molto freddo con almeno 3 episodi di nevicate fino in pianura, non si raggiunserò però temperature record.
1947
Dicembre passò abbastanza mite, ma all’inizio di gennaio correnti gelide interessarono la regione. Giorno 6 Foggia città ebbe estremi -1° e -3,5° con neve. Giorno 7 nevicò a Bari città con estremi 1,2° e -1,3° e a Taranto 1,8° 0,0°.
Più mite fu il mese nel salento dove nel periodo più freddo le massime non scesero sotto i 4°.
1954
Il mese di febbraio inizio con nevicate abbondanti fino in pianura nel foggiano e nel barese. Si possono contare nel trimestre Dicembre - Gennaio - Febbraio circa 10 giornate con massime inferiori ai 5 gradi in pianura. L’inverno trascorse più mite nel salento.
1956
Tra la fine di Gennaio e i primi di Febbraio si preparavano in Europa le condizioni che avrebbero portato ad uno degli episodi di freddo più intensi del secolo. L'Anticiclone in espansione dal nord della Scozia fino alle coste settentrionali norvegesi, lascia tutto il nostro continente sotto l'influenza di una vasta depressione con minimo di 5040 gpm sulla Polonia, associato a valori termici di -42° C.
Ad 850 hPa un eccezionale, freddissimo nucleo di aria russa invade da est il continente europeo: valori di -25° C si toccano tra Germania e Cecoslovacchia, mentre isoterme di -20° C sfiorano le Alpi.
A Foggia città la temperatura scese 23 volte sotto lo 0 e nevicò nei giorni 3, 4, 8 e 15. Il 15 la massima si fermò a -1,6° e la minima a -5.6° due giorni dopo, all’alba, si sarebbe scesi a -8.9° che rappresenta il record attuale per la città; a Lucera si ebbero 8 giornate di ghiaccio (massima minore di 0°). Sul sub-appennino dauno e sul Gargano si dovevano fare i conti con giornate gelide con massime inferiori ai -7° e minime vicine ai -10° con nevicate abbondanti (110 cm di neve a Monteleone di Puglia).
A Bari si ebbero 8 giornate con temperature massime inferiori ai 5° e frequenti nevicate ma senza grossi accumuli. La Murgia invece fu sommersa da tantissima neve (a fine evento si misuravano accumuli tra i 50cm e 70cm, valori perfino superiori in valle d’Itria) e si ebbero diverse giornate di ghiaccio (6 presso la masseria Mercadante 5 a Cassano Murge e 4 a Locorotondo) con nottate gelide (si contano oltre 20 minime sottozero nell’entroterra barese)
Il mese di Febbraio chiuse 6 gradi sottomedia nel foggiano e 2 nel leccese. A Marzo vi fu un ritorno del freddo con nuove nevicate in pianura questa volta abbondanti anche nel salento dove nevicò perfino sulla costa ionica.
1963
La fine di Gennaio e l’inizio di Febbraio furono molto freddi. A Foggia si ebbero 2 giornate di ghiaccio; il 23 gli estremi furono 0° e -6,9° con neve. Sul subappenino dauno le massime non superarono i -8° e sul Gargano i -6° per alcuni giorni. A Bari città nevicò il 23 Gennaio con estremi 0.9° e -2,3° e si ebbero 8 minime negative. Tanta neve cadde sulle Murge.
Il 19 la massima fu di -4,5° a Castel del Monte; Il 23 -3,5° ad Altamura. Nella valle d’itria le massime rimasero per giorni intono agli 0° con neve. Il 23 a Ostuni -0.4° e -4.3°. Sempre il 23 fece molto freddo anche nel Salento con accumuli di neve nell’entroterra e brevi comparse di neve al suolo fin sulla costa. Queste le massime di quel giorno.
Latiano -0,1°
Taranto 0,6°
Maglie 1,1°
Manduria 1,1°
Nardò 1,2°
Lecce 1,9°
Brindisi 2,5°
Gallipoli 4,9°
Santa Maria di Leuca 6,2°
Il 24 Gennaio caddero 49,2mm a Locorotondo sottoforma di neve (estremi 1,9° e -2,3°) e 24mm a Polignano a mare dove però gli accumuli non superarono i 5cm.
1968
Inizio di Gennaio molto freddo. A 850 hPa si raggiunsero valori intorno ai -15° C.
Massime del 13 Gennaio:
Monte Sant'Angelo -7.8°
Castel del Monte -3.5°
Cassano Murge -3,4°
Locorotondo -1,9°
Foggia -1,2°
Polignano a mare 1,5°
Bari 2,1°
Lecce 2,9°
Gallipoli 3,1°
Brindisi 3,4°
Taranto 3,8°
Leuca 6,2°
La neve cadde fin sul litorale salentino.
1979
Il 3 Gennaio un nucleo di aria gelida raggiunse l’adriatico con isoterme inferiori ai -15° a 850 hPA. Cadde la neve ovunque a mò di blizzard, gli accumuli non furono elevatissimi se non nelle zone sopravento. La giornata del 3 Gennaio passerà alla storia come la più fredda degli ultimi 80'anni.
Queste le massime di quel giorno:
Foresta Umbra -6,1° (fatta in serata conseguentemente all’aumento delle termiche in quota)
Monteleone di Puglia -5,8° (vedi Foresta Umbra)
Minervino Murge -4,8°
Altamura -4.1°
Locorotondo -3.8°
Biccari -3,7°
Mercadante -3,2°
Gioia del Colle -3,0°
Cagnano Varano -2,5°
Spinazzola -2,8°
Cassano Murge -2,3°
Castellana Grotte -2.2°
Foggia Osservatorio -2,1°
Ruvo di Puglia -1,9°
Casamassima -1,9°
Turi -1,7°
Lucera -1,2°
Cerignola -1.0°
Massafra -0.9°
Crispiano -0.9°
Avetrana -0.9°
Corato -0.9°
Maglie -0.8°
Minervino di Lecce -0.8°
Grottaglie -0.7°
Grumo Appula -0,4°
Presicce -0,4°
Fasano -0.2°
Latiano -0.2°
Talsano -0,1°
Andria 0.0°
San Gregorio Ionico 0,4°
Taranto 0,6°
San Pietro Vernotico 0.9°
Nardò 1,0°
Ginosa Marina 1,0°
Taviano 1,2°
Santa Maria di Leuca 1,4°
Lecce 1.7°
Barletta 1,8°
Otranto 2,8°
Gallipoli 2,9°
Bari 3,1°
Polignano a mare 3,6°
Brindisi 4,1°
La notte successiva sul Salento i venti si placarono e il cielo rimase sgombro da nubi, mentre al suolo permaneva della neve. Grazie all’albedo si raggiunsero minime gelide.
Galatina AM -12,0°
Avetrana -10,3°
Lecce cittá -9,1°
Nel resto della regione invece a causa di disturbi nuvolosi non si ebbero picchi eccezionali.
1985
Il mese di gennaio (il famoso gennaio 1985, uno dei mesi più freddi della storia per l'italia settentrionale) fu molto freddo solo nel foggiano e nel barese mentre il Salento rimase sotto l'influenza di un richiamo d'aria più mite legato alla presenza di un minimo pressorio sul basso tirreno (minime assolute di 4° e 3° a Leuca e Galipoli). Le nevicate raggiunsero la costa fino al limite di provincia tra Brindisi e Bari e furono abbondanti sulle Murge.
10 Gennaio Minervino Murge -3,1° e -5,1° con neve, qualche giornata di ghiaccio si ebbe fino alla Valle d’Itria con nevicate insistenti.
1987
Il mese di Marzo fu eccezionale specie per il Salento. Si ebbero continue pecipitazioni nevose con massime pochi decimi sopra lo 0° specie nelle zone interne. In collina, Presicce fece registrare addirittura una giornata di ghiaccio con massima di -1,0°.
A Maglie tra il giorno 5 ed il giorno 12 si ebbero 8 minime negative consecutive; a Gallipoli il 7 la massima fu di 4,0 e l'8 di 4,2°.
1993
All’inizio di Gennaio aria gelida afflui sull'adriatico per andare a colmare un minimo di pressione collocato sullo Ionio. Si ebbero nevicate diffuse fino in pianura specie nel barese: caddero oltre 20cm di neve a Bari e fino a 40-50cm nell’entroterra.
Alcuni valori termici registrati il 3 Gennaio:
Castel del monte -1,6°, -7.0°
Spinazzole -1,1°, -5,5°
Castellana Grotte 0°, -6°
Casamassima 0°, -5,4°
Altamura 1°, -5,0°
Gioia del Colle 1°, -4°
Mercadante 1,5°, -6,0°
Cassano Murge 1,5°, -2,6°
Ruvo di Puglia 1,7°, -3,7°
Turi 1,9°, -3,0°
Canosa di Puglia 2,5°, -2,4°
Andria 2,6°, -5,0°
Bari 2,8°, -3,1°
Grumo Appula 3,5°, -3,8°
Barletta 3,6°, -3,2°
Polignano a mare 3,7°, -2,6°
Scendendo verso sud già in Valle d’Itria le temperature si mantennero più elevate e nel Salento piovve sui litorali e cadde qualche fiocco oltre i 130-170m slm.
2001
17 Dicembre - nevicata nel Salento per 20 ore consecutive. Tratteremo l'argomento più approfonditamente in un nuovo articolo.
Per quanto riguarda gli episodi di caldo vorrei ricordare l’estate del 1946: a Luglio si toccarono i 46,6° nel tavoliere a San Severo ma il caldo eccezionale perdurò fino a Settembre. A Cerignola il 9 Settembre si raggiunsero i 45.2°, il 7 44.6°, l’8 44.0° e il 10 43.6°.
Questi altri valori eccezionali raggiunti il 9:
Melfi 41,8°
Altamura 43.4°
Gioia del colle 43°
Nardò 41.2°
Valori notevolissimi per il periodo, addirittura i 45.2° di Cerignola dovrebbero rappresentare il record europeo per Settembre.
Da menzionare le estati degli anni '60 e '70 che furono molto fresche e difficilmente si superavano i 35°.
PLUVIOMETRIA
Il regime pluviometrico risulta molto variabile negli anni seppure con delle differenziazioni interessanti. Andando a calcolare lo scarto semplice medio (un indice statistico di variabilitá) questo risulta pari a 65,64 presso Foggia, 95,3 a Bari, di ben 192,8 presso Otranto.
Per i meno esperti in materia questo significa che nel periodo '61-'90 lo scarto medio dalla media aritmetica delle precipitazioni rilevate anno dopo anno è stato pari ai valori indicati. Si evince che la variabilitá degli accumuli pluviometrici aumenta andando da nord verso sud determinando l'alternarsi di annate molto piovose e siccitose nella parte meridionale della regione.
Addentrandoci in un analisi più approfondita possiamo poi rilevare come sia molto più omogeneo il regime pluviometrico sulle coste di quanto non lo sia nelle zone dell'entroterra e montane che beneficiano di temporali estivi di origine termoconvettiva che determinano accumuli molto variabili di anno in anno e di zona in zona.
Non si evince dai dati una tendenza chiara ad un aumento medio delle precipitazioni o ad una diminuzione delle stesse, anche se si individuano un periodo molto piovoso (tra gli anni '60 e i primi anni '70) e due molto secchi (gli ultimi anni delle decadi 1979-1980 e 1980-1990)
Dalla lettura dei dati degli ultimi anni è stato possibile notare un'aumento generale delle precipitazioni che va a scongiurare il rischio di desertificazione di alcune zone che nel 1988-1989 accumulavano solo 200-300mm all'anno.
Estremi termici e pluviometrici Clicca sulle stazioni per visualizzare i dati