IL CLIMA DEL SALENTO
Con il termine salento si identifica quella sub regione che si estende sulla parte meridionale della puglia, compresa tra il mar adriatico e lo ionio. Da un punto di vista storico, ha fatto parte per molti secoli dell'antica circoscrizione denominata Terra d'Otranto un territorio del regno di Napoli che comprendeva le attuali province di Lecce, Brindisi, Taranto e Matera.

Il salento viene attraversato dal 40° parallelo nord e si colloca ad una longitudine compresa tra 17°-18° est.
Il clima risulta influenzato dal mare che mitiga notevolmente gli inverni e più in generale determina escursioni giornaliere e annue modeste specie lungo le coste. Discorso diverso invece meritano le zone più distanti dal mare o che ne risultano riparate orograficamente le quali hanno un clima più continentale con estati molto calde ed inverni rigidi con escursioni annue superiori ai 40°.
Un altro fattore molto importante nella determinazione climatica della regione salentina - prestando la nostra attenzione sull’Italia - è la posizione orientale. Questo aspetto determina una variabilità accentuata delle condizioni climatiche specie durante l’inverno quando la penisola è facile bersaglio di saccature con cuore freddo che si formano sui balacani o alle espansioni verso occidente dell’anticiclone russo-siberiano, figura barica che però sempre più di rado compare in europa.

ANTICLICLONE RUSSO SIBERIANO IN ESPANSIONE VERSO L’EUROPA OCCIDENTALE
L’anticiclone Russo-Siberiano è un’area di alta pressione di origine prettamente termica che si genera nei gelidi bassopiani dell’Asia settentrionale nel corso della stagione invernale. La sua genesi risiede nel forte raffreddamento delle masse d’aria a contatto con il suolo: la densità dell’aria aumenta portando a valori anche superiori ai 1060 hPa.
Determina condizioni di bel tempo ma con freddo pungente specie di notte. |

TIPICA DEPRESSIONE BALCANICO-ELLENICA
Richiama aria molto fredda ed instabile sulle regioni dell'Italia meridionale portando freddo e neve |
D’estate al contempo la zona si rende vulnerabile alle sortite dell’anticilone africano che espande le sua influenza sull’europa meridionale come risposta a depressioni che si approfondiscono in sede iberica richiamando aria molto calda verso il mediterraneo centrale.
 
Questi gli aspetti macroclimatici, ora addentriamoci nello studio topoclimatico della zona che determina peculiarità termiche e pluviometriche degne di nota.
Innanzitutto è importante dividere il territorio in 3 piccole regioni:
1 - Regione costiera adriatica
2 - Regione costiera ionica
3 - Valle della cupa e territori dell’entroterra tarantino e brindisino
1 - Regione costiera adriatica
La regione costiera adriatica comprende il litorale che va dalle marine a nord di Brindisi a Santa Maria di Leuca. Il microclima della zona risulta mitigato in maniera relativa dal mare.
Questo essenzialmente per due fattori che intuitivamente sono collegati:
- La profondità limitata e quindi un rilascio di calore (invernale) e di "fresco" estivo poco considerevole;
- La variabilità della sua temperatura superficiale con delta repentine in relazione alle condizioni metereologiche.
La presenza del mare è invece fondamentale per quando riguarda la piovosità. Difatti spesso si verificano forti contrasti tra aria fredda proveniente da est e la superfice marina che determinano l’addensarsi di nuclei piovosi sulla costa.
Gli accumuli pluviometrici non sono determinati esclusivamente da queste situazioni di contrasto ma buona parte delle piogge sono riferibili a temporali specie nel periodo maggio-ottobre.
Difatti con correnti da W-SW solo questa porzione di territorio in genere beneficia di precipitazioni risentendo in maniera minore dell’ombra pluviometrica determinata dai rilievi calabri che si ripercuote invece in maniera palese sul resto del territorio. Così la media pluviometrica della zona è compresa tra i 550 del litorale brindisino ai 750-780 della zona tra Tricase ed Otranto.
Dal punto di vista termico l’escursione annua è abbastanza elevata con punte superiori ai 40° dovute a condizioni estreme estive quali giornate con isoterme a 850hpa superiori ai 25° e con forti venti di libeccio che attraversando tutto il territorio giungono sulla costa adriatica (l’aria perde umidità e si riscalda in seguito ad una compressione adiabatica dopo il passaggio sulle serre salentine).
24 Luglio 2007 - Tricase 44.3°
e fredde nottate invernali quando con venti calmi e cielo sereno si verifica il fenomeno dell’irraggiamento (perdita di calore da parte della terra con emissione di onde elettromagnetiche verso lo spazio).
13 Marzo 1956 - Otranto –4.0°
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| Tipica situazione di caldo secco sul versante adriatico, isoterme elevate e venti al suolo da SW |
4 Gennaio 1979 - All'alba dopo il passaggio di isoterme gelide a 850 hPa(-15°) il vento si placa e il cielo sereno favorisce il raggiungimento di valori estremi mai più toccati in diverse zone del Salento |
2 - Regione costiera ionica
La zona costiera ionica comprende i litorali bagnati dallo ionio, dalla città di Taranto a Santa Maria di Leuca. Il microclima della zona è influenzato notevolmente dalla presenza del mare.
Lo ionio difatti essendo molto profondo trasferisce una grossa quantità di calore in inverno e rinfresca notevolmente le giornate estive. Le variazioni superficiali della temperature marina sono molto lente, ciò determina escursioni giornaliere ed annuali decisamente limitate nelle zone prossime al mare.
13 Agosto 1957 - Gallipoli 38,8°
14 Gennaio 1963 - Gallipoli -3,4°
A parte delle notevoli eccezioni (vallata di Sannicola ne parleremo più approfonditamente in altra sede) il clima del litorale è molto mite e le medie annue sono le più elevate del Salento. Il mar ionio con la sua grande energia può determinare fenomeni atmosferici violenti ed inusuali, come l’uragano Maria (CAT 1) che acquistó moltissima energia sul mare prima di abbattersi nel leccese.
Manifestazioni secondarie sono anche locali ma non inusuali trombe marine.
Dal punto di vista pluviometrico la zona si candida come la più secca del salento, a causa di diversi fattori: il principale, sicuramente, l’effetto ombra procurato dai rilievi calabri che assorbono dalle nubi moltissima umiditá. Cosi con ciclogenesi sul basso Tirreno il lato ionico della penisola rimane quasi sempre a secco.
In secondo luogo la zona non beneficia di accumuli estivi dovuti a temporali da calore di origine convettiva i quali non si spingono quasi mai fin sul golfo di Taranto. Così si determina una piovosità variabile tra i 450mm annui del tarantino ai 500-550 della zona tra Ugento e Porto Cesareo e ai 600 della bassa costa ionica che diventano 650 presso Leuca.
Nel vicino entroterra specie nella parte meridionale le medie sono molto più alte e raggiungono quasi 750mm presso presicce.
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Tramonto estivo a gallipoli
Nella cittadina ionica l’umidità e sempre molto elevata |
Costa ionica presso torre Uluzzo |
3 - Valle della cupa e territori dell’entroterra tarantino e brindisino
Merita un discorso particolare il clima della valle della cupa, una vasta depressione carsica soggetta a forti inversioni termiche e frequenti gelate durante la stagione invernale. Simile ma leggermente meno estremo risulta anche l'andamento termico durante l'anno del territorio pianeggiante tra Brindisi e Taranto caratterizzato da un altitudine leggermente maggiore rispetto alla grande depressione nel leccese. L'influenza del mare in questa zona è quasi nulla il clima così risulta continentale con escursioni giornaliere ed annue molto elevate.
1987 - Galatina 44.4
3 Gennaio 1979 - Galatina -12.0
La piovosità è compresa tra i 550 e i 680mm annui a seconda delle zone con un minimo nella zona nord occidentale e un massimo nella parte sud orientale. Gli apporti pluviometrici sono a volte notevoli anche in estate grazie a temporali di origine convettiva.
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Sviluppo di un cumulo di nubi nell’entroterra salentino.
In questa zona non sono inusuali manifestazioni temporalesche a carattere convettivo durante le calde giornate estive |
Campi imbiancati al mattino.
Durante l’inverno quando il cielo risulta sgombro da nubi si verificano numerose gelate e il paesaggio può assumere connotati insoliti. |
I venti prevalenti in tutta la zona sono settentrionali durante l’estate, di scirocco durante l’autunno. L’andamento è molto più variabile in inverno ed in primavera. Parlando di nevosità questa si attesta sui 5cm annui oltre i 150m slm delle serre salentine, intorno ai 3-4cm nelle pianure interne. La nevosità poi cala drasticamente sulla costa ionica (media di 1-2cm annui) mentre si mantiene un po’ superiore sul lato adriatico (circa3cm).



Concludiamo inserendo alcuni record registrati nella penisola salentina
Fonte AM
- Galatina AM +44.4 (1987) -12.0 (1979)
- Leuca AM +39.6 (1988) -5.0 (1968)
- Brindisi AM +44.4 (2007) -6.4 (1979)
- Marina di Ginosa +43.6 (2007) -5.0 (1968) |